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Perché il Pianeta 9 potrebbe essere un buco nero

Perché il Pianeta 9 potrebbe essere un buco nero

#SistemaSolare sabato 8 agosto 2020

Ultimo aggiornamento:2020-08-16T12:38:32Z

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rappresentazione artistica del Pianeta 9 Il pianeta 9 potrebbe essere un buco nero? Cosa sappiamo di questo oggetto? perché siamo sicuri che esista anche se non è ancora stato scoperto? in questo approfondimento cercheremo di rispondere a queste domande.
Il pianeta 9 è un oggetto ancora sconosciuto ma che molto probabilmente esiste nelle zone più remote del Sistema Solare. A dircelo per ora sono solo dei calcoli che dal 2016 hanno iniziato a farci pensare alla sua esistenza.
Quella del pianeta 9 è una situazione molto simile a quella prima della scoperta del pianeta Nettuno.
Anche Nettuno infatti fu scoperto "molto prima di essere scoperto". Si ebbero le prime avvisaglie della sua esistenza a causa di anomalie osservate nell'orbita di Urano.
Anomalie che dopo una serie di calcoli e di vicissitudini storiche hanno permesso di localizzare la posizione ipotetica di Nettuno, e di fotografarlo con solamente 1° d'arco di errore.
Quant'è 1° d'arco? Allungate il dito indice verso il cielo e la sua punta avrà coperto 1° d'arco.
Ecco quanto è stato piccolo l'errore nei calcoli per identificare Nettuno in base alla perturbazione che aveva su Urano.

Perché deve esserci un pianeta 9 ?


La domanda ora sorge spontanea: qual'è l'impatto del pianeta 9 sui corpi del Sistema Solare? Cosa osserviamo che ci faccia pensare alla sua esistenza?
I corpi coinvolti sono una dozzina di TNO: Oggetti Transnettuniani.
Gli oggetti transnettuniani sono oggetti ghiacciati grandi quanto asteroidi o comete che orbitano attorno al Sole oltre l’orbita di Nettuno.
Si trovano a circa 100 unità astronomiche dal Sole, cioè distano dal Sole 100 volte la distanza Sole-Terra.
Questa distanza li pone su orbite molto ampie, quasi circolari, e molto lontane da Nettuno, che dista solo 30 unità astronomiche (30 volte la distanza Sole-Terra).

Però ne conosciamo una dozzina che invece hanno un’orbita fortemente ellittica che li porta estremamente vicini al Sole durante il perielio.
Stiamo parlando per esempio di Sedna o di 2010GB174, o di 2012VP113.
E' proprio questa differenza di orbita, rispetto alla maggior parte degli oggetti transnettuniani, che porta gli astronomi a pensare che questi corpi siano stati perturbati da un oggetto molto massiccio che li ha spinti fuori dal proprio percorso.

Poiché questo corpo non può in nessun modo essere Nettuno, che dista da loro circa 70 Unità astronomiche, ecco che il pensiero va ad un pianeta che dovrebbe avere una massa che va dalle 5 alle 10 masse terrestri e un raggio che va dalle 2 alle 4 volte quello Terrestre.
Questo oggetto ancora non identificato, se non con il nome di Pianeta 9, dovrebbe essere molto oltre Plutone, ad una distanza che potrebbe andare dalle 400 alle 1.500 unità astronomiche.

Ipotesi sul buco nero primordiale


Ma un pianeta non è l’unico candidato per il Pianeta 9.
Oggi sta prendendo piede un'ipotesi secondo la quale questo corpo potrebbe essere un buco nero primordiale, nato poco dopo il big bang, e sopravvissuto all’evaporazione quasi istantanea che ha decimato questo tipo di buchi neri.
Non dimentichiamoci che questi oggetti, molto piccoli ma molto massicci, sono tra i candidati probabili anche per l’identificazione di una parte della materia oscura.
Abbiamo parlato di come i buchi neri potrebbero costituire parte della materia oscura in questo approfondimento: Buchi neri al posto della materia oscura e di come vengono classificati i buchi neri in questo: Tipi di buchi neri

Alla base di questa ipotesi ci sono le osservazioni fatte dal progetto OGLE, un progetto di ricerca polacco che ha lo scopo di identificare la materia oscura attraverso il fenomeno delle micro lenti
gravitazionali.
Le micro lenti gravitazionali, a differenza dalle lenti gravitazionali che si osservano nei pressi delle galassie, si osservano quando un oggetto non galattico molto massiccio transita davanti ad un oggetto di sfondo (per esempio una stella, una galassia o una nebulosa) distorcendone la luce e quindi l’immagine.

Oltre a svariati pianeti extra-solari scoperti grazie al loro effetto sulla propria stella, il progetto OGLE ha identificato anche una decina di oggetti della nostra galassia che potrebbero avere una massa da 0,5 a 20 volte la massa terrestre e che potrebbero essere piccoli buchi neri oppure pianeti fluttuanti, sfuggiti alla propria stella, e molto scuri in quanto non illuminati da nulla.

Questo significa che un oggetto del genere potrebbe anche trovarsi ai i margini del Sistema Solare, essere stato catturato dal Sole durante il suo vagabondaggio, ed essere benissimo in grado di influenzare le orbite dei TNO.
Potrebbe anche essere una delle cause che scalzano le comete dalla remotissima nube di Oort verso il Sole.

Gli astronomi si aspettano che se il Pianeta 9 sia un piccolo buco nero e si trovi a qualche centinaia di unità astronomica dal Sole, con una massa di circa 0,5 masse terrestri. Diversamente da un grande pianeta di pari massa, sarebbe grande come una palla da tennis.
Quindi si trovano alle prese con un corpo estremamente piccolo da scovare e osservare.
E’ importante tenere sempre presente che i calcoli ci dicono quale dovrebbe essere la massa del Pianeta 9 e la sua forza gravitazionale, ma non la sua dimensione.

Se a voi può sembrare assurda l’idea che un buco nero ruoti attorno al Sole ai margini più estremi del Sistema Solare, sappiate che gli astronomi invece la stanno prendendo seriamente in considerazione e stanno avviando un programma di ricerca dedicato alla sua scoperta.

Come verrà cercato il "buco nero pianeta nove" ?


Gli astronomi stanno pianificando un piano di ricerca che durerà circa dieci anni, e che vedrà protagonista il telescopio LSST del Cile, con la quale hanno intenzione di rilevare i piccoli bagliori energetici generati quando il buco nero distrugge dentro di se gli oggetti nella nube di Oort, ultimo baluardo estremo di oggetti rocciosi nel Sistema Solare.

Come abbiamo già detto nei nostri approfondimenti precedenti sui buchi neri, abbiamo due modi per individuare i buchi neri.
Uno di questi è osservarne le conseguenze gravitazionali sui corpi vicini. E In questa faccenda questo metodo ci dice che qualcosa di particolare deve esistere oltre le orbite di Nettuno e dei TNO.

L’altro invece consiste nell’osservare la forte luminosità provocata dalla materia che entra nel buco nero a velocità elevatissime.
Ma sebbene questo fenomeno sia ben visibile nel buchi neri super massicci dei centri galattici, non si può dire che si possa sfruttare per osservare il buco nero candidato a prendere il posto del pianeta 9, perché non si tratta di un buco nero attivo.

Tuttavia però se questo buco nero esistesse, entrerebbe di sicuro, ogni tanto, in contatto ravvicinato con qualche corpo presente nella nube di Oort, divorandolo.
In questa circostanza la piccola quantità di materia attirata ad altissima velocità emetterebbe dei flash energetici che rivelerebbero la presenza del buco nero.

L’LSST entrerà in funzione al 100% tra il 2022 e il 2023, per cui bisognerà aspettare queste date prima che questo programma possa partire. Ma tutta la comunità scientifica freme all’idea di avere qualche dato sulla quale mettere le mani.
Come potete immaginare, un piccolo buco nero a meno di un anno luce di distanza dalla Terra sarebbe davvero a portata di mano per missioni future.



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