mercoledì 7 giugno 2017

Le false montagne marziane



Proprio così: Molte montagne marziane non sono montagne nel vero senso della parola.
Sono montagne altissime, alcune superano i 4 chilometri di altezza, sono alte come il Monte Bianco o l'Etna: sono mostri della natura marziana. Eppure non sono montagne come quelle che conosciamo sulla terra: Si sono innalzate con il vento!

Un recente studio infatti dimostra che molte di esse sono il risultato di miliardi di anni di accumuli di sabbia causati dai forti venti che soffiano sul pianeta.

Sulla Terra, la maggior parte delle montagne si è formata (e si sta ancora formando) grazie alle placche tettoniche, che si spostano sul mantello e si scontrano l'una sull'altra.
Ma su Marte non esiste attività tettonica, quindi gli scienziati si sono interrogati per anni su questo punto.

I risultati dello studio in questione mostrano l'importanza del vento nella formazione del paesaggio marziano.

Sarebbe stato proprio il vento a modellare il paesaggio marziano generando le montagne che oggi i rover ci mostrano da così vicino e con dettagli così vividi.

Il vento terrestre non potrebbe mai fare da solo tutto ciò sul nostro pianeta, semplicemente perché la tettonica a zolle e l'acqua agiscono molto più velocemente.

La prima montagna di questo tipo, o cumulo, per usare il termine degli scienziati, fu avvistata già negli anni 70 in fondo ad un cratere, dalla sonda Viking della nasa.
Recentemente anche il rover Curiosity ha osservato diversi di questi cumuli. Uno di questi è il Monte Sharp: un tumulo alto quasi 5km che si trova all'interno del cratere di Gale.

Questo cumulo, così come molti altri, hanno la base costituita da roccia sedimentaria.
Le loro fondamenta si sono quindi formate dall'accumulo di sedimenti trasportati dall'acqua sul fondo del cratere quando in epoche antiche questa fluiva all'interno di essi.
Le cime dei tumuli invece sono costituite da sedimenti più piccoli e sarebbe stato proprio il vento a depositarli nel corso di miliardi di anni, innalzando le montagne per chilometri. 

La struttura di questi cumuli, e la dinamica che li ha generati, collegano la loro formazione ai cambiamenti climatici su Marte: con il fondo costruito durante un periodo bagnato e la parte superiore costruita e sagomata in un periodo asciutto.

Le immagini qui sotto della NASA sono state scattate dal rover Curiosity proprio sul fondo del cratere Gale, sulle pendici di del monte Sarp. 

In questa prima foto vediamo un dettaglio del tumulo alto quasi 5 km. Sullo sfondo, immerso nella nel pulviscolo marziano si scorge il profilo del cratere Gale in cui sorge il cumulo.





Questa immagine (con i relativi primi piani sottostanti) mostra degli affioramenti inclinati alla base del cumulo.
La stratificazione di arenaria che si vede indica che il materiale è stato depositato dal vento come avviene per le dune di sabbia.