martedì 8 agosto 2017

Grande carro: non solo una costellazione


Il Grande carro, parte della costellazione dell'orsa maggiore, è senz'altro tra le costellazioni più famose e più semplici da identificare nel nostro cielo settentrionale. Se non altro per la sua praticità nell'aiutarci ad individuare la stella polare (che in realtà si trova nella costellazione dell'orsa minore).

Ma una cosa che non tutti sanno è che in realtà quando guardiamo queste sette stelle luminose, stiamo guardando un ammasso aperto: un ammasso aperto che sta per inglobare anche il sistema solare!


In realtà l'ammasso aperto che ha generato il Grande Carro 750 milioni di anni fa è probabilmente già in fase di disgregazione.
Ma ciò che importa è che la maggior parte delle stelle che compongono il grande carro, e alcune altre meno luminose, mostrano un movimento comune che differisce da quello delle stelle vicine, e questa è una caratteristica degli ammassi aperti.
Anche la composizione e l'eta, che sono paragonabili a quelle delle stelle presenti nell'ammasso aperto delle Hyadi e del Presepe, sono indizi sicuramente validi sul fatto che queste stelle appartengano ad un ammasso.
Abbiamo scritto un approfondimento sugli ammassi aperti come questo e potete trovarlo qui: Ammassi aperti, le culle della galassia.

E' stato osservato che alcune stelle stanno abbandonando l'ammasso più velocemente delle altre, ma continuano a condividerne la direzione, formando così una scia nota come "stream dell'orsa maggiore".
Ne sono un esempio la stella Alpha della costellazione di Ofiuco, la Delta del leone e la Beta dell'Auriga, insieme ad un centinaio di stelle meno luminose.
Sembra che queste stelle siano "ex" membri dell'ammasso, che hanno avuto la loro origine nel Grande Carro, e che abbiano successivamente subito influenze gravitazionali di altre stelle, e/o forze di marea della Via Lattea che le hanno sbalzate fuori dall'ammasso.
Ora, mentre hanno lasciato il cluster, le loro orbite intorno al centro della Via Lattea sono ancora simili a quelle del cluster e seguono ancora un movimento comune.

Il Grande Carro ha il suo centro a circa 75 anni luce da noi e ha una dimensione di circa 30 anni luce per 18 anni luce, coprendo una zona di celo di 30° e arrivando probabilmente a raggiungere la costellazione della Corona Boreale.
La corsa del Grande Carro lo sta lanciando ad una velocità di circa 46 km/s verso la zona orientale del Sagittario, ad una ascensione retta di 20h 24m e una declinazione di 37°.

E volete sapere una cosa pazzesca a questo proposito?
Noi ci troviamo proprio sul suo percorso!

Proprio così, il sistema solare si trova proprio sulla rotta di questo stream. Da circa 40 milioni di anni ci troviamo nella sua zona periferica, proprio tra lui e la sua destinazione.
I Cosmologi che se ne sono accorti hanno constatato che il carro si sta avvicinando al sistema solare alla velocità relativa di poco più di 10 km / sec.
Diciamo pure che tra qualche centinaia di migliaia di anni l'orsa maggiore e le sue stelle ci passeranno sopra alla testa per poi, molto probabilmente, trascinare anche noi verso il Sagittario.
Niente paura però, le distanze tra le stelle sono talmente vaste che il rischio di impatti catastrofici è scongiurato.

Ma il sole non è l'unica stella coinvolta nella folle corsa del Grande Carro, anche la famosa Sirio (Alpha Canis Majoris) è stata catturata dalla forza gravitazionale dello stream e ora si muove assieme ad esso.
Inizialmente i cosmologi ritenevano che appartenesse all'ammasso ma misure più dettagliate della sua età hanno dimostrato che è molto più giovane.

Bene, quando guarderete ancora l'orsa maggiore ricordatevi che quella figura in realtà è un ammasso aperto di giovani stelle, che ci sembrano molto distanti le une dalle altre a causa della loro vicinanza relativa a noi, ma che sono nate dalla stessa nube molecolare.
Ricordate anche, ma senza timore, che si stanno muovendo verso di noi ad una velocità di 10km al secondo per poi fuggire nella costellazione del Sagittario!