martedì 18 luglio 2017

New Horizons: le prossime frontiere

La sonda New Horizons non ha ancora finito di stupirci, porterà l'occhio umano in luoghi dove nessuno ha mai guardato e in un passato in cui nessuno è mai stato: ai confini del Sistema Solare.

New Horizons infatti, nota per averci mandato le prime ed uniche straordinarie immagini di Plutone, sta continuando il suo viaggio verso i confini del Sistema Solare all'interno della fascia di Kuiper.
All'inizio del 2019 arriverà a sorvolare un campione tra i migliaia di corpi che popolano la fascia: un anonimo  asteroide noto come 2014 MU69, che ruota intorno al sole in 293 anni, e che gli scienziati hanno ritenuto raggiungibile senza troppe manovre aggiuntive alla rotta di New Horizons.



La cintura di Kuiper è una regione caotica del Sistema Solare piena di oggetti "avanzati" durante la sua formazione circa 4,6 miliardi di anni fa. 
Si estende dall'orbita di Nettuno, a circa 30 Unità astronomiche, fino a 55 Unità astronomiche. Tuttavia, questa fascia non definisce ancora i confini del sistema solare.
Per scoprire le vere dimensioni del Sistema Solare e cosa c'è oltre la cintura di Kuiper: Quanto è grande il Sistema Solare
In questa fascia troviamo pianeti nani come Plutone. Nonostante la lontananza dal Sole e le dimensioni ridotte, alcuni di questi pianeti nani hanno atmosfere, molto sottili, che condensano fino a sparire quando la loro orbita li porta più lontani dal sole. Alcuni pianeti hanno anche delle piccole lune: Plutone è un chiaro esempio di corpi con entrambe queste caratteristiche.

Oltre a pianeti, nani nella fascia troviamo anche migliaia di comete su orbite piuttosto caotiche, in attesa di essere attirate verso il Sole da qualche anomalia gravitazionale. E' da qui che partono le comete note anche come comete a corto periodo, il cui periodo orbitale non supera i 200 anni.
Tutti i segreti delle comete li abbiamo raccontati qui: Cosa sono le comete? e perché hanno due code?


Lo studio di questi oggetti è molto importante, perché grazie alla loro lontananza dal Sole e alla mancanza di fenomeni atmosferici e terrestri che hanno invece modificato ed evoluto i pianeti, essi si trovano ancora nello stato evolutivo in cui si trovavano 4,6 miliardi di anni fa, all'origine del Sistema Solare.
Osservare e studiare questi oggetti significa quindi studiare il Sistema Solare proiettati in un passato ci circa 4 miliardi di anni fa.
Per questo la Nasa ha deciso di inviare la sonda New Horizons verso uno degli oggetti della fascia di Kuiper.

Quando New Horizons arriverà a sorvolare MU69 nel 2019, sarà l'oggetto più lontano mai esplorato da una nave spaziale. Questo oggetto antico della cintura di Kuiper non è molto conosciuto a causa della difficoltà di osservazione. La sua luce infatti è molto debole, le sue dimensioni sono molto ridotte e la sua distanza altissima: orbita a circa 6,6 miliardi di km dalla Terra, quasi 31 volte la distanza terra-sole.

Ma come fanno gli astronomi a pianificare la missione su un oggetto cosi lontano e praticamente invisibile anche con i più potenti telescopi?
La risposta è sbalorditiva: usano il metodo del transito, lo stesso metodo usato per la ricerca di pianeti extra-solari.
Per studiare questo oggetto così lontano dalla Terra, il team di New Horizons ha utilizzato i dati del telescopio spaziale Hubble e dell'Agenzia Spaziale Europea per calcolare quando e dove sarebbe passato davanti ad una stella eclissandola: evento noto come occultazione.

Una di queste occultazioni si è verificata il 3 giugno 2017.
Più di 50 astronomi, tra interni al team e collaboratori, hanno osservato questo fenomeno lungo tutta la traiettoria dell' eclisse stellare; catturando più di 100.000 immagini dell'eclisse che potranno essere utilizzate per studiare MU69.
I primi risultati hanno già fornito informazioni preziose e sorprendenti. Per esempio sembrerebbe che MU69 potrebbe non essere così scuro come si immaginavano essere gli oggetti della fascia di Kuiper.
Un'altra scoperta sorprendente, ma tutta da verificare, è che MU69 potrebbe non essere un singolo corpo ma un sistema binario o addirittura un piccolo sciame di oggetti più più piccoli dimenticati dal sistema solare durante la formazione dei pianeti.

Il 10 luglio 2017 c'è stato un altro di questi eventi. Gli astronomi analizzeranno i dati nelle prossime settimane, cercando in particolare anelli o detriti intorno a MU69 che potrebbero presentare problemi per la sonda New Horizons al suo arrivo nel 2019.

L'esplorazione di New Horizons ci lascerà sicuramente tutti senza fiato, soprattuto se pensiamo alla tecnologia relativamente recente utilizzata per le riprese ottiche.
Per avere un'idea della definizione che potrebbero avere le immagini di questo oggetto posto ai confini del sistema solare vi proponiamo un video in HD generato utilizzando le ultime foto raccolte dalla sonda durante il passaggio accanto a Plutone.

Più sotto troverete anche l'ultima immagine scattata di Plutone e una serie di immagini che riprendono il satellite di Giove Io con i suoi pennacchi vulcanici, ripresi anch'essi dalla sonda durante il Fly-by.

Le foto, se volete salvarle, sono in HD.