venerdì 24 novembre 2017

Come sarebbe il sistema solare se fosse più vicino ai bordi galattici?

Il nostro sistema solare si trova a circa due terzi dai confini della via lattea rispetto al centro galattico. Ma come sarebbe se invece si trovasse presso i margini estremi dei suoi bracci? 

Il nostro sistema solare si trova a circa due terzi dai confini della via lattea rispetto al centro galattico.

Per avere un quadro approfondito di come è fatta la via lattea potete leggere questo approfondimento:

(Morfologia della via lattea ) 

La prima cosa da dire per immaginare un sistema solare presso i margini galattici è che le zone più centrali della galassia sono molto più metalliche delle zone periferiche. 
Ciò significa che più ci si allontana dal centro galattico e più la percentuale di elementi che pesano più dell'idrogeno e dell'elio diminuisce. 


Ora, come sappiamo in una eventuale nube protostellare che sta dando origine ad un sistema stellare, gli elementi più pesanti costituiscono la materia prima per la formazione di corpi rocciosi come i pianeti, le lune e le comete.

Diciamo subito che in una nube protostellare ai margini della via lattea gli elementi necessari per la formazione della vita potrebbero anche esistere. Ciò però che potrebbe mancare sono le condizioni di stabilità affinché la vita possa crescere svilupparsi in forme complesse.

Vediamo perché.

Gli scienziati pensano che presso la periferia galattica, anche se troviamo all'incirca un terzo della quantità di elementi metallici che si trovano nelle vicinanze del nostro sole, si potrebbero comunque formare dei di piccoli pianeti rocciosi come la terra.
Questi elementi pesanti necessari alla terra-formazione, avrebbero però una diffusione pari a circa il 20% di quella che abbiamo nella nostra zona galattica.

Di conseguenza il sistema solare avrebbe per forza un aspetto diverso.

La differenza più importante sarebbe la mancanza di pianeti giganti come Giove, Saturno e Urano.
Si pensa che i giganti gassosi abbiano in realtà dei nuclei rocciosi. In principio quindi la loro formazione è simile a quella dei pianeti rocciosi: attraverso l'accrescimento di polvere e detriti si forma un piccolo nucleo roccioso che poi si aggrega ad altri frammenti crescendo sempre di più e diventando più grosso della terra. (ma comunque più piccolo dei giganti gassosi)

Ad un certo punto la gravità del macro-pianeta pianeta intrappola anche la grande quantità di gas che si trovano nella nube protostellare, creando un'enorme atmosfera e generando ancora più forza di gravità. 
Ecco che è nato un pianeta gigante gassoso.

Ovviamente abbiamo sintetizzato e semplificato molto il processo di formazione, ma nella periferia della galassia, essendoci meno materiale pesante e quindi meno particelle, questi nuclei impiegherebbero troppo tempo a formarsi prima che i gas disponibili vengano dispersi o attratti dalla stella del nascente sistema solare.

Questo avrebbe una conseguenza catastrofica per la nascita della vita.
La mancanza di un pianeta con le dimensioni di Giove potrebbe avere effetti profondi sull'abitabilità dei mondi rocciosi.
Giove infatti ha sempre interpretato il ruolo del fratello maggiore della Terra, proteggendoci da comete ed asteroidi che senza la sua attrazione gravitazionale sarebbe finite per scontrarsi con il nostro pianeta con una frequenza molto maggiore di quanto non sia avvenuto.

Quindi, se il sistema solare si trovasse ai margini della via lattea sarebbe composto da piccoli pianeti rocciosi, magari innumerevoli, senza però avere la protezione di giganti gassosi come avviene dalle nostre parti.


Molto probabilmente questi pianeti non potrebbero essere abitati da forme di vita complesse, in quanto non avrebbero il tempo e la tranquillità ambientale per svilupparsi a causa del continuo bombardamento da parte di asteroidi e comete.