martedì 13 marzo 2018

Cosa sono i globuli di bok?

I globuli di bok sono delle zone estremamente buie. Sono sempre stati, fin dal giorno della loro scoperta, tra gli oggetti più misteriosi e meno conosciuti dell'universo. Il loro mistero e il loro fascino sono dovuti al fatto che è difficile capire cosa si celi al loro interno. Le nuove tecnologie però hanno permesso di dare uno sguardo un po più chiaro all'interno dei loro misteri.

Ma iniziamo dal principio, I globuli di Bok sono nuvole molecolari molto compatte e isolate, che appaiono come piccoli globuli scuri all'interno di nebulose diffuse molto estese, come pad esempio i pilastri della creazione nella nebulosa Aquila o nella estesissima zona nebulare nella costellazione di Orione di cui m42 è solo una piccola parte.
Abbiamo parlato delle nebulose diffuse in questo nostro approfondimento: Nebulose diffuse, ricordi dell'universo primordiale

La dimensione dei globuli di bok va di solito da 1 a 3 anni luce, risulta quindi evidente che solo i più vicini sono ben osservabili.
La massa de globuli di bok invece è molto varia. Secondo i cosmologi dalle 15 alle 60 masse solari. Quando superano questa massa si parla nel senso più classico di nebulose oscure, che sono molto più estese.
Questi oggetti sono luoghi davvero estremi, con temperature che vanno oltre il glaciale: infatti la temperatura dei globuli di bok tocca i -260° C.In poche parole i globuli di bok sono tra gli oggetti celesti più freddi conosciuti.


A volte capita che i margini di questi meandri nebulari bui e freddi vengano ionizzati dalle stelle vicine. Spesso queste stelle sono appena nate dalla nebulosa madre in cui si trova l'ovulo di bok, e sono quindi stelle molto giovani e cariche di energia.
Il risultato è uno spettacolare anello luminescente che circonda l'ovulo di bok rendendolo unico.
Nella foto qui sotto vedete uno esempio di questo fenomeno: si tratta di un ovulo che si trova all'interno della nebulosa Carena, soprannominato "bruco" per il suo aspetto.
Appare evidente che lungo il perimetro, l'ovulo scuro sia delimitato da una zona molto luminosa che risplende addirittura rispetto alla nebulosa sullo sfondo.


Ma perché i globuli di bok sono così scuri e gelidi?
La risposta a questa domanda è nella composizione dei globuli. All'interno dei globuli di bok non è presente solamente del gas, ma troviamo anche una importante presenza di polvere.
La densità interna di queste zone è piuttosto elevata rispetto ai valori tipici dello spazio interstellare e della nebulosa ad emissione circostante.
Per questo motivo i globuli di bok assorbono e disperdono la luce della nebulosa o delle stelle che hanno attorno, e questa non riesce a penetrarli. Di conseguenza appaiono scuri e freddi.
Com l'avvento delle nuove tecnologie osservative che ci permettono di esplorare questi oggetti anche a lunghezze d'onda differenti, le cose sono un po' cambiate e i cosmologi oggi sono in grado di penetrare leggermente questi meandri usando le osservazioni nell'infrarosso.
Queste osservazioni hanno lasciato la comunità scientifica sorpresa, e hanno confermato la teoria che già Bart Bok, scopritore di questi oggetti, aveva approcciato nel 1940: All'interno dei globuli di bok stanno nascendo delle proto-stelle.

Ma come facciamo ad esserne certi della formazione stellare?
Il processo di formazione stellare oggi è ormai abbastanza noto ai cosmologi. Noi oggi non ne entreremo nel merito perché ne parleremo più a fondo in un approfondimento che è già in fase di scrittura, ma il collasso gravitazionale che avviene all'interno dei globuli di bok lascia due firme indelebili: Forti emissioni di carbonio, e flussi energetici bipolari.

I cosmologi sono stati in grado di osservare queste due caratteristiche nella maggior parte dei globuli di bok che conosciamo.
In questo approfondimento: La nascita di una stella in diretta potete scoprire, ma soprattutto veder evolversi, una delle più grosse manifestazioni di flusso energetico bipolare generato da una proto-stella

Ma le cosa più sorprendente è che in alcun casi le osservazioni all'infrarosso, quindi capaci di percepire oggetti a bassissime temperature, hanno messo in luce flebili corpi ancora molto deboli sia in termini di luminosità che di calore, all'interno della quale non si è ancora accesa la miccia della combustione nucleare: delle vere e proprie proto-stelle in uno stadio precedente a quello di stelle.

I globuli di bok sono oggetti straordinari: zone riservate, angoli privati all'interno di nebulose luminose dove piccole stelle come il sole stanno per venire alla luce. Sono come dei bozzoli dove una bellissima farfalla termina la propria metamorfosi prima di mostrarsi al mondo in tutti i suoi colori e la sua bellezza.
Le loro dimensioni, inferiori ai 3 anni luce, si allineano benissimo con quelle che potrebbero poi essere le dimensioni di un sistema stellare. Basti pensare che le dimensioni del nostro Sistema Solare arrivano a raggiungere i due anni luce.
Questo ci fa sognare, perché quando ne guardiamo uno su una lastra fotografica è come se stessimo guardando il Sole ed il Sistema Solare nei primissimi attimi della loro formazione.