lunedì 27 agosto 2018

L'acqua non è così rara nell'universo

L'acqua non è così rara nell'universo. La nostra galassia, la Via Lattea, è straordinariamente piena di pianeti extra-solari ricchissimi di acqua.

I pianeti alieni di medie dimensioni, diciamo da due a quattro volte più grandi della Terra, tendono a ospitare enormi quantità di acqua.
Alcuni di questi mondi extra-solari hanno talmente tanta acqua che la loro massa è composta fino al 50% di acqua.
Per fare un esempio, la maggior parte della superficie del nostro pianeta è ricoperta di acqua, ciò nonostante la massa dell'acqua è solo dello 0,02% dell'intero pianeta.
Ora possiamo renderci conto di quanta acqua ci sia su alcuni pianeti extra-solari.

I dati raccolti dai programmi osservativi indicano che circa il 35% degli esopianeti conosciuti più grandi della Terra sono ricchi di acqua.
Questa affermazione si bassa su un modello che mette in relazione la massa dei pianeti e il loro raggio.
Questo modello mette in evidenza che i pianeti extra-solari con una dimensione di circa 1,5 volte la dimensione della Terra, o più piccoli, tendono ad essere rocciosi. Pianeti più grandi invece tendono ad essere più acquatici.
Anche nel sistema solare i pianeti più grossi della Terra sono principalmente gassosi.

I pianeti di questo tipo osservati fino ad ora, sono più vicini alla loro stella di quanto non lo sia la terra al Sole. Questo fa in modo che la loro temperatura superficiale si aggiri nell'intervallo da 200°C a 500°C.
La loro superficie liquida quindi potrebbe essere avvolta da un'atmosfera costituita principalmente da vapore acqueo, con uno strato di acqua liquida al di sotto.
Sotto alla superficie liquida invece l'acqua si troverebbe compressa da una pressione e da una gravità molto più alta di quella sul nostro pianeta, dovuta alle dimensioni più ampie del pianeta rispetto alla Terra.
Questa enorme compressione genera un particolare tipo di ghiaccio, sotto alla quale ci sarebbe il vero e proprio nucleo solido.
Il pianeta extra-solare Glise 436b è un esempio molto chiaro di quanto illustrato da questo modello.
Abbiamo parlato di questo fenomeno in modo dettagliato qui: Glise 436b: un pianeta che brucia il ghiaccio

La conferma di quanto questo modello sia valido la avremo con le osservazioni che farà il Il Transite Exoplanet Survey Satellite (TESS) della NASA, lanciato pochi mesi fa, che probabilmente troverà molti di questi mondi acquatici.