martedì 4 aprile 2017

Marte ospita i resti di un antico mini-pianeta nella sua orbita

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Come noto già da molti anni Marte condivide la sua orbita con una manciata di piccoli asteroidi, i cosiddetti Troiani.
Un team internazionale di astronomi utilizzando il Very Large Telescope in Cile ha scoperto che la maggior parte di questi oggetti condividono una composizione comune, deducendo che probabilmente questi asteroidi potrebbero essere i resti di un mini-pianeta.
Questo mini-pianeta sarebbe stato distrutto da una collisione durante la nascita del sistema solare quando il sistema pullulava di oggetti caotici.

Gli asteroidi troiani si muovono in orbite che hanno la stessa distanza media dal Sole di Marte, e sono intrappolati all'interno di "rifugi gravitazionali" posizionati circa 60 gradi davanti e dietro il pianeta rosso: stiamo parlano dei punti di Lagrange Marziani L4 e L5.


Oggetti con le stesse caratteristiche orbitale sono stati osservati anche lungo l'orbita di Giove (circa 6.000) e lungo l'orbita Nettuno (circa 10).
Ma Marte è finora l'unico pianeta di tipo terrestre noto per avere compagni Troiani di questo tipo, in orbite stabili.
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Il primo Troiano marziano, Eureka, è stato scoperto più di 25 anni fa nel punto L5.
E' interessante sapere che tutti i Troiani marziani tranne uno, seguono Marte nel punto di Lagrange L5, e che tutti tranne uno orbitano intorno ad Eureka stessa, come piccole lune. La causa di questa distribuzione non è ancora stata compresa, anche se ci sono un paio di ipotesi.

Secondo uno scenario plausibile, ci fu una collisione con un asteroide proprio nel punto L5, i cui frammenti compongono il gruppo che osserviamo oggi.
Un'altra possibilità è che un processo chiamato "fissione rotazionale", causato da Eureka durante la sua formazione, abbia sganciato piccoli pezzi di se stesso in orbita.
Qualunque sia la causa, il raggruppamento suggerisce fortemente che gli asteroidi della "famiglia" di Eureka facessero parte di un singolo oggetto, o un corpo progenitore comune.

Anche se gli indizi che avvalorano questa ipotesi sono molti, per avere la prova definitiva bisogna scoprire se gli asteroidi del gruppo hanno una composizione comune oppure no. Questo tipo di osservazioni possono essere fatte al telescopio attraverso analisi spettroscopiche.

A tale scopo, un team internazionale di astronomi ha utilizzato lo spettrografo X-Shooter per registrare gli spettri di due di questi asteroidi.
Il risultato? Straordinario, analizzando gli spettri hanno scoperto che entrambi gli oggetti rappresentano per Eureka degli anelli di detriti, confermando così la relazione genetica tra asteroidi della famiglia.
Gli spettri mostrano anche che questi asteroidi sono prevalentemente costituiti da olivina, un minerale che si forma tipicamente all'interno di oggetti molto più grandi in condizioni di elevata pressione e temperatura.
L'implicazione è che questi asteroidi resti di materiale provenienti dall'interno di un mini-pianeta o planetesimo che, come la Terra, aveva sviluppato una crosta, un mantello ed un nucleo attraverso il processo di differenziazione e che successivamente ha subito una collisione.

E' probabile che anche gli asteroidi troiani che accompagnano Giove, Saturno e Urano abbiano avuto origini simili ma le conferme osservative mancano ancora.